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Elena D’Onghia, Antonio Teruzzi e Felice Bonalumi – Tre sguardi sull’universo

Carlo Pozzoni Fotoeditore

Dialogano con Carlo Pozzoni

Una scienziata, un artista, un filosofo e un grande spazio, fisico e mentale:l’universo. Ognuno porta nelle proprie riflessioni un punto di vista, una visione. Elena D’Onghia, astrofisica, con il rigore che caratterizza le suericerche si spinge ai limiti spazio-temporali, al momento iniziale; Antonio Teruzzi,artista, con una grande tecnica riflette sulla complessa strada che porta a creare un’opera d’arte e a racchiudere in una tela l’idea e l’immagine dell’universo;Felice Bonalumi attraverso le riflessioni che hanno accompagnato la storia dellafilosofia conferma come questa tematica sia parte imprescindibile del pensiero umano. Ecco allora che l’istante zero, la materia oscura, la complessità della luce,l’idea tanto scomoda di infinito, il cielo e i suoi colori, il tempo che sfugge alla considerazione e alla definizione comuni acquistano da punti di vista differenti un’unica finalità:la coscienza come mistero nell’incontro tra macro-microcosmoperché l’universo è prima di tutto il luogo abitato dall’uomo. E la curiosità è il motore che spinge ogni essere vivente a cercare risposte, cioè a conoscere, a dare un significato ai tanti misteri che siamo chiamati ad affrontare. Primo fra tutti quel dominio dell’inconoscibile che è l’istante zero.