Altreconomia
Dialoga con Barbara Minghetti
“Noi anfibi” non è soltanto un libro, ma una mappa interiore: un invito gentile alla navigazione, un varco aperto tra pensiero e mare. Attingendo a un’esperienza educativa concreta, coltivata per decenni sulla soglia tra terra e acqua, Mauro Pandimiglio propone un autentico rovesciamento di prospettiva. Siamo tutti anfibi: esseri che portano inscritte nel corpo le tracce della nostra origine acquatica e che continuano a vivere su un misterioso Pianeta fatto, in prevalenza, d’acqua. Questo libro si immerge nella memoria filogenetica e nell’ambivalenza umana, riconoscendo nella spiaggia un vero e proprio laboratorio dell’esistenza. Il mare, qui, diventa maestro e alleato, luogo di riconnessione e di cura.
L’autore affronta con sensibilità temi complessi come la violenza, il trauma – o “trau-mare” – e il conflittogenerazionale, sostenendo che educare non significa addestrare, ma camminare insieme. Riscoprire la nostra natura anfibia è un atto di coraggio e di libertà. Imparare a lasciarsi cullare dalle onde, senza irrigidirsi per paura di affogare, è forse la via più semplice – e più vera – per tornare a sentirsi vivi.
Mauro Pandimiglio, navigatore e pedagogista, è direttore della scuola di vela “Mal di Mare”. Nato a Roma nel 1952, ha due figlie. Ha compiuto quattro traversate atlantiche a vela e navigato in Atlantico e Pacifico. Da oltre vent’anni si dedica alla ricerca educativa legata al mare, rivolta a bambini e adolescenti. Ha pubblicato “Modus navigandi. Per una pedagogia nel mare” (Hoepli 2018). È fondatore della scuola “Mal di Mare” e della Handy Cup Onlus, co-fondatore e già presidente dell’Unione Italiana Vela Solidale. Ha ricevuto il Premio PAM nel 2011 ed è co-autore del Manifesto europeo della Vela Solidale, presentato a Bruxelles nel 2007.